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Collezione d'Arte

Storto · Vaselli

Palazzo Ferri

La ricchezza e la varietà delle opere, pezzi unici o multipli, introducono il visitatore nel labirinto dell'arte contemporanea, trasmettendo sensazioni e suggestioni che non smettono mai di stupire, ma che si moltiplicano e si affinano ad una seconda o terza visita, senza mai perdere di intensità.

Percorso Museale

Natale Rosselli nel suo “Paesaggio a Montespertoli località Virgignolo”, opera unica, dipinge un angolo di Toscana con grosse chiazze di verde in tutta la sua scala cromatica, intervallate da punte di ocra e di giallo, con il colore così denso da dare alla tela la corposità della terra che rappresenta.

Figure eteree di donna, fra idealismo e classicismo, si fissano nella scultura “Ginevra” e nel bassorilievo “Gabriella” di Francesco Messina, uno dei più grandi artisti figurativi del panorama nazionale del XX secolo. Ma sono soprattutto due opere religiose di Messina a sollecitare l'interesse e l'attenzione: il bassorilievo in bronzo “Madonna col Bambino” che si richiama alla tradizione quattrocentesca e “Il Cristo” che rappresenta Gesù Crocifisso, poggiato sullo sfondo, senza la croce, ma che si intuisce in tutta la sua pesantezza ed il suo dolore.

Numerose opere di ispirazione religiosa arricchiscono la mostra, fra cui molte sculture. Il “Grande Angelo” di Leonardo Lucchi sembra spiccare il volo, leggero ed elegante nelle braccia spalancate in un abbraccio; “Gli strumenti della Porta Santa”, “La Sindone” e “Ultima cena”di Amerigo Tot sono intrisi di profonda forza espressiva e simbolica; “La Resurrezione” di Angelo Maineri è tragica ma piena di speranza e poi ancora le tante opere di Salvatore Fiume, come i bassorilievi “Alma mater”,”Maria”, “Christus vincit”, “Regina pacis”, “Natività”,“Sacra Famiglia”, “Madonna del giubileo”ecc., tutti in bronzo dorato, in cui l’artista rivisita i grandi maestri classici dell’arte sacra, ed, infine, il trittico su tavola “Cristo che sorride”, dove la tecnica dei graffiti raggiunge risultati di assoluta eccellenza. E poi la serie degli Angeli con violino, con il volto dipinto di profilo, la straordinaria rappresentazione di “E Dio creò la donna” con Adamo steso nell’interno della mano di Dio che guarda Eva poggiata sulle dita,“Donne al balcone”, “Graffiti preistorici” ed altre opere del suo variegato percorso artistico, nelle quali l’autore esprime una concezione dell’arte personale ed originale , generando uno stile unico che Vittorio Sgarbi ha definito “lo stile Fiume”.

Mimmo Rotella, nella serie delle opere del ciclo “Marylin Il Mito”, superata la crisi di identità, in bilico fra pittura astratto-geometrica e Pop Art, focalizza il suo messaggio artistico nella tecnica del decollage, trasferendo sulla tela materiale pubblicitario, locandine ed immagini, e consacra Marylin Monroe, stella del cinema degli anni 50-60 del XX secolo, nell’universo del mito e dell’arte come icona di bellezza e di seduzione.

Antonio Nocera declina la femminilità non in chiave estetica ma sul piano psichico e concettuale. Nell’opera “Il frutto proibito” l’artista, attraverso i toni rosati, bruni e beige, cerca di cogliere nel volto spigoloso di Eva la consapevolezza del suo gesto e la scelta tra bene e male così pesante di esiti immediati e futuri. Così, nel trittico “La Madonna degli alberi”, la figura della Vergine con bambino si impone non per la poeticità dei tratti somatici, ma per l’autorevolezza dell’espressione.

L’eleganza della forma e la tenuità del segno rappresentano la cifra stilistica della bellezza muliebre di Emilio Greco. Nel delicato “Nudo di donna” e nel più sensuale groviglio di corpi di “Composizione” l’artista evidenzia le rotondità femminili con lo stesso vigoroso plasticismo che caratterizza la scultura “Figura accoccolata”.

Priva di slanci vitali, intrappolata nei toni opachi e tristi del viola, la donna di Alberto Sughi in “Notturno” si appoggia al bancone del bar, affogando nel bicchiere e nella sigaretta la sua malinconia.

Nella lunetta contigua le opere di Aligi Sassu esaltano la potenza del colore, vivo e brillante, generatore di forme e di emozioni, simbolo di libertà espressiva e di coerenza artistica. Nell’arazzo “Ofelia” l’eroina è un inno al colore, una sinfonia cromatica che inonda anche la natura ed il corso d’acqua dove Ofelia, in preda alla follia, violenta e devastante come la sua chioma rossa, troverà la morte e la pace.

Colori tenui, sul rosa e sul beige, linee di contorno lievi e raffinata eleganza caratterizzano le tre opere uniche di Elvio Marchionni: “Virile maestà”, “Interventi su vecchio intonaco” e “Strappo”. La tecnica dell’utilizzo di vecchi intonaci, quale supporto per le sue creazioni, consente, infatti, all’artista di “muoversi” nella storia, fra crepe e muffe, e di un “viaggio nella memoria” dal sapore psicoanalitico.

Su un piano più libero da implicazioni concettuali si collocano le opere di Ugo Nespolo. Colori squillanti, gioiosi ed intensi, armoniosamente assemblati, ne esprimono la dimensione artistica e quella psicologica. Pezzi unici come “Atelier”, “Azione De Rossi”, “Palla al piede”, “Erudito” o multipli come “La Fenice”, “Il Signore viene”, “American Dream”, “Alfa e omega”, “Il giardino dei simboli” proiettano l’arte nella vita quotidiana e regalano allegria e positività.

Ugo Attardi in “Ricordando l’antica umiltà” coagula sulla figura di papa Giovanni Paolo II la sofferenza dell’uomo e, metaforicamente, quella di tutto il genere umano, ai lati di una grande croce, in una gamma di giallo che, per contrasto, genera luce e speranza.

Anche le numerosissime sculture di Attardi, fra cui “Cristoforo Colombo”,“Ulisse” e “L’uomo e l’aurora”, si evidenziano per un vigoroso plasticismo, mentre il linguaggio artistico di Jean Pierre Baldini in “Verso l’assoluto” richiama il non finito michelangiolesco, nella figura appena abbozzata e protesa verso la luce.

Le sculture di Alexander Kossuth si impongono per il plasticismo morbido e raffinato delle forme. “Tip tap”, “Eva” e “Venere di Campiglia” declinano grazia, eleganza ed equilibrio e si offrono al piacere degli occhi e della mente, motivando emozioni positive, ben diverse da quelle di Salvador Dalì, presente in mostra con la scultura “L’uomo di Newton”, nella quale si condensa tutto il surrealismo tipico della sua produzione artistica .

Ed, infine, tra le altre opere che impreziosiscono la collezione e che portano la firma di autori del calibro di Minguzzi, Donizetti, Solari, Annibali ecc., una menzione particolare merita Mario Ceroli, artista poliedrico di Castelfrentano, presente in mostra con le opere “La cacciata”, “Toro”, “C’eravamo tutti”, “un autore che merita il titolo di maestro", come ha scritto Duccio Trombadori. Un maestro che ha tradotto le idee in gesti e materia, lavorando su materiali naturali ed esaltando il significato intrinseco delle cose reali.

ADELE CICCHITTI

SEZIONE LIBRI D’ARTE

La sezione Libri d’Arte, parte integrante della Collezione Storto-Vaselli, dapprima allestita presso la Biblioteca Comunale “Filippo Cicchitti Suriani”, è stata trasferita a Palazzo Ferri e ricongiunta con la sezione dei quadri e la sezione delle sculture che costituiscono il corpus della donazione al comune di Atessa. Si tratta di una serie di testi realizzati con pregiatissimi materiali da artigiani certosini, raffinati e bravissimi che hanno saputo riprodurre opere eccellenti del passato, come l’Historia Plantarum, dal codice della Biblioteca Casanatense di Roma, noto anche come Tacuinum Sanitatis , eseguito alla corte di Gian Galeazzo Visconti, o il Libro d’ore di Lorenzo dei Medici, dal codice della Biblioteca Medicea Laurenziana di Firenze o il Libro d’ore di Visconti dal codice della Biblioteca Nazionale Centrale di Firenze, tutti della collezione “La Biblioteca impossibile” editi da Franco Cosimo Panini Treccani. Ma dalle teche, in rigoroso legno bianco e cristallo, occhieggiano decine di altri volumi di elevato livello artistico: opere di autori della letteratura italiana, come Dante, Petrarca, Ariosto, Leopardi, Manzoni, D’Annunzio, Collodi, ecc., della letteratura straniera, come Cervantes e Le mille e una notte, o libri di carattere religioso, come la Bibbia, tra cui la riproduzione fedelissima e rara di quella di Borso d’Este, i Vangeli, La Regola ed i Fioretti di San Francesco, il Cantico dei Cantici, i testi preziosissimi della Bibliotheca Ioannes Paulus PP.II ed, infine, una miscellanea di altre opere geografiche, antropologiche, scientifiche. Ma tutte rigorosamente commentate da critici di prestigio nazionale ed internazionale ed illustrate o corredate da tavole interne di grandi maestri, come Josè Ortega, Alberto Sughi, Mario Ceroli, Gustavo Dorè, Ugo Nespolo, Matias Quetglas, Ugo Riva, Renato Balsamo, Leonardo Cremonini, Mario Donizetti ed altri. Anche le copertine esterne sono impreziosite da sculture e bassorilievi in bronzo ed in argento, da lastre in rame lavorate a specchio, da incisioni o stemmi che portano la firma degli autori precedenti o di autori di notevole spessore artistico, come Julio Lopez Hernandez, Floriano Boldini, Arnaldo Pomodoro, Giuseppe Ducrot, Paola Baratella, Giuseppe Maraniello, Elvio Marchionni, Italo Celli, Ernesto Treccani, Bronislav Lucovic, Pericle Fazzini e di altri artisti che lavorano per le edizioni di eccellenza di FMR ART’E’. Un vero tesoro che gratifica gli occhi, rasserena lo spirito ed illumina la mente delle vecchie e nuove generazioni con intatta meraviglia e pari curiosità.