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Omaggio ad Aligi Sassu: il fascino dell'Arte in bicicletta

Manifesto-Il-Ciclista-1930

21 - 29 Settembre 2013
In occasione dei Mondiali di ciclismo 2013 a Carmignano

32 opere dal 1930 al 1987 in mostra allo Spazio d'Arte Alberto Moretti - Carmignano | via Borgo, 4
Orario Mostra: ore 10-12  15-18

Come moderni eroi omerici, carichi di gloria e di fama, i Ciclisti di Aligi Sassu ‘tornano’ in Toscana per far rivivere l’eterna magia del mondo delle due ruote ed il vissuto psicologico dell’Artista che, iscritto al Club “Azzini” di Milano, fin da adolescente, si nutriva di spinte emotive  e di curiosità intellettuali in sella ad una bicicletta.

Da ragazzo correvo in bicicletta. Era la mia stagione eroica, adoravo il fruscio delle gomme leggere sull’asfalto, l’odore acre di fumo, di bagnato, di terra che assorbivo, la testa incassata nelle spalle, chino sul manubrio attraverso i paesi, la campagna, gli acciottolati sconnessi di volata. Le salite allora erano polverose ed estenuanti sotto il sole. Solo chi ha lungamente lottato sulle strade può comprenderne tutta la poesia”.

Dall’esperienza concreta alla realizzazione artistica.

Il vigore della pedalata, lo sforzo agonistico e l’ebbrezza della velocità conferiscono alla materia cromatica una forza energetica e sensuale, segreta ed ammaliante, che esplode scoppiettante, quasi a voler forare il quadro e squarciare il diaframma della cornice per ghermire l’osservatore e trascinarlo in una corsa liberatoria e liberante, fisica e psichica. Come in Ciclisti in corsaL’ammiraglia al giro, opere del 1950, eseguite con pastelli a cera, che rivelano un’altissima esecuzione tecnica ed una maturità stilistica di notevole efficacia. O come nell’acquerello In corsa, con dedica ad Alfredo Paglione del 14 agosto 1987, dove l’essenzialità del segno ed il raffinato linguaggio cromatico costituiscono un piccolo saggio di luminosa sintesi del lungo percorso artistico di Aligi Sassu.I-ciclisti

Un’emblematica pensosità caratterizza, invece, Il Ciclista, un acquerello del 1930, conosciuto ed apprezzato dal 2010 come segno identificativo del Museo Sassu di Atessa ed altre realizzazioni dell’immensa produzione artistica del Maestro, fra cui lo straordinario encausto I ciclisti del 1931, esposto al Museo Barbella di Chieti. Una rappresentazione di grande impatto emotivo e concettuale che può essere assunto a paradigma del diagramma ideologico ed artistico che disegna questi soggetti, fermi e meditabondi, lontani dalle esaltazioni vitalistiche della velocità futurista,  concentrati sul significato ascetico del sacrificio e della disciplina.

Anche nelle altre opere esposte, tra le quali  Al chilometro 11, Dopo l’arrivo, Ciclisti, Due ciclisti, I ciclisti (bucatura), tutte degli anni trenta del XX secolo, il ventenne Aligi Sassu proietta nell’assenza di movimento, nelle ruote immobili delle biciclette, nella rappresentazione solitaria degli atleti e nel paesaggio nudo e scarno, o con scarsi e rarefatti riferimenti urbanistici, l’enigma del  futuro che si profila oltre il traguardo, oltre una vittoria di tappa, in attesa della volata decisiva  per la gara della vita. Nella purezza dei corpi aleggia una semplicità primordiale, una schiettezza disarmante, non ancora contaminata dalla brutalità dell’esistenza.

(Adele Cicchitti - Direttrice Museo Aligi Sassu di Atessa)