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Collezione Valter Storto

Una vita per l’arte

Energia volitiva, tenacia e caparbietà nel lavoro, passione per l’arte e sensibilità estetica rappresentano le coordinate del vissuto di Valter Storto, onesto ed instancabile assicuratore, appassionato cultore della bellezza, mecenate generoso e saggio.
In lunghi anni di paziente raccolta di quadri, di sculture e di libri d’arte, una miscellanea di pezzi unici e/o di multipli di pittori e scultori contemporanei, Valter Storto ha nobilitato il tempo faticoso del lavoro e dell’impegno, gratificando lo spirito con le emozioni e le suggestioni che solo l’arte fa maturare in profondità e senza inganni. Voler donare queste opere alla città di Atessa, per condividerne con i suoi concittadini la cifra estetica ed artistica, il simbolismo e la valenza evocativa, è un chiaro gesto d’amore e di appartenenza alla comune identità civile e culturale. Voler partecipare i valori dell’arte soprattutto alle giovani generazioni, perché ne possano trarre insegnamenti duraturi per coltivare ideali alti e superare i disagi esistenziali del vivere moderno, è un atto educativo lungimirante e di straordinaria attualità. Volere, infine, intitolare la mostra permanente anche ai genitori, Tommaso Storto e Gilda Vaselli, è un segno di pietà filiale, di rispetto e di stima che aderisce ad imperativi etici ed a codici comportamentali da riscoprire e rivalutare.
Dall’intimità di una severa dimora gentilizia al polo museale pubblico di Palazzo Ferri, breve è il viaggio delle opere donate, ma denso di significato e di spessore: esse si apprestano a vivere più dinamicamente ed a interagire con la curiosità, l’interesse, le competenze e le motivazioni dei visitatori. Ed a comunicare, fuori di ogni facile retorica, l’alto significato sociale e culturale della munifica donazione di Valter Storto.

Adele Cicchitti, Fondazione MuseAte



Exempla

Una collezione esemplare, nella migliore tradizione degli exempla intesi come genere letterario diffusosi nel Medioevo, secondo cui l'exemplum è una storia breve che viene da lontano e che rivela una verità morale, le cui caratteristiche mirano sia al docere che al delectare. Proprio come l'opera d'arte. Opera d'arte che qui declina i suoi significati sul lemma exemplum: esemplare e modello, originale ma anche copia di un'opera, contenuto e schema, circostanza memorabile ma anche consuetudine, e poi raffigurazione, disegno, trascrizione, confronto e paragone.
La ricchezza di questa mirabile collezione ci pone fi fronte ad un bestiario o erbario o lapidario postmoderni, dove ai rutilanti colori sapientemente accostati di un Nespolo fa eco il decollage di Mimmo Rotella; alle sinuose curve dei corpi feminili scolpiti da Fiume fanno da controcanto le eteree donne di Messina; gli élan vital di uomini e cavalli di Sassu sono controbilanciati dalla statuaria meditativa di Tot, Ceroli, Nocera... In queste opere di multipli di grafica e di scultura ritroviamo pluralismi e contraddizioni secondo tutte le suddette accezioni, che però assurgono ad universalità, nella migliore tradizione dell'opera d'arte nell'epoca della sua riproducibilità tecnica, fino a toccare quel quid che appartiene al sacro.
Perché, per dirla come Simone Well, ciò che è sacro nella scienza, è la verità. Ciò che è sacro nell'arte è la bellezza.

Paola Ardizzola



Che la forma sia necessaria alla bellezza artistica (e alla sua verità) significa che l'arte nasce dalla contemplazione.
Non può esserci arte senza comprensione, e la comprensione si esprime necessariamente in una forma.
L'informe è ciò che non è compreso. La necessità della forma detta lo stile. Il rischio è sempre il formalismo, cioè l'adozione di una forma che non nasce dalla verità, dall'ascesi.
L'ascesi, più che separazione, è distinzione: la realtà è inabitata dalla presenza, ma è imperfetta e in qualche misura corrotta.
La distinzione ascetica indica la verità, dunque fa cadere tutto ciò che è corrotto e inessenziale.
E' escatologica.
L'arte, dunque, pur nell'attenzione al reale - e anche alla sua corruzione - tende alla forma nobile, proprio perché la verità è nobile e bella. Tende a salvare ciò che vi è di vero, nobile e bello dalla corruzione che lo avvolge.

Padre Bernardo De Angelis